la CCBE Identity Card, ossia la carta d’identità professionale predisposta dal Council of Bars and Law Societies of Europe (CCBE). La carta non costituisce un nuovo titolo abilitativo europeo né attribuisce, di per sé, il diritto di esercitare la professione forense in uno Stato diverso da quello di origine. La sua funzione è piuttosto quella di documentare in modo uniforme la qualità professionale dell’avvocato e agevolarne il riconoscimento operativo nell’attività transfrontaliera.

La carta d’identità CCBE è stata introdotta già nel 1978 e costituisce, pertanto, uno strumento anteriore alla disciplina oggi vigente sulla libera circolazione degli avvocati.

La CCBE Identity Card costituisce  uno strumento professionale di identificazione e facilitazione dell’esercizio transfrontaliero.

La struttura della carta riflette pertanto un modello di co-regolazione professionale transnazionale: il CCBE definisce e produce lo strumento standardizzato, mentre l’autorità forense nazionale mantiene il controllo sulla verifica dello status professionale del titolare.

Da questo punto di vista la carta presenta una natura prevalentemente certificativa e identificativa, piuttosto che costitutiva.

Il valore pratico della CCBE Identity Card emerge soprattutto nell’attività quotidiana dell’avvocato che opera oltre frontiera.

Secondo il CCBE, la carta facilita l’accesso degli avvocati a tribunali, istituzioni e strutture penitenziarie, quando essi operano al di fuori della propria giurisdizione. Il CCBE segnala inoltre che la carta è riconosciuta dalla Corte di giustizia dell’Unione europea e dal Tribunale.