Il decreto legislativo 96 del 2001 rappresenta un passo fondamentale per l’integrazione professionale degli avvocati all’interno dell’Unione Europea. Questo provvedimento, infatti, recepisce la direttiva comunitaria che facilita l’esercizio permanente della professione forense in uno Stato membro diverso da quello in cui è stato acquisito il titolo d’origine.

La figura centrale introdotta è quella dell’avvocato stabilito. I professionisti europei possono iscriversi presso l’Ordine degli avvocati italiano, esercitando con il proprio titolo professionale d’origine. Durante i primi tre anni di attività, sono tenuti a operare d’intesa con un collega abilitato nel foro ospitante, per le prestazioni che richiedono la rappresentanza in giudizio.

Si tratta di una disciplina che bilancia la libera circolazione dei professionisti con la tutela delle garanzie processuali e delle norme deontologiche nazionali.