Nel sistema giuridico italiano, la distinzione tra riconoscimento accademico e non accademico è fondamentale. Il riconoscimento accademico riguarda l’equiparazione di un titolo estero a uno italiano al fine specifico di proseguire gli studi, come l’iscrizione a corsi di laurea magistrale o dottorati. La normativa di riferimento principale è la Legge 148 del 2002, che ha ratificato la Convenzione di Lisbona. Il riconoscimento non accademico, o professionale è invece volto a consentire l’esercizio di una specifica professione regolamentata sul territorio nazionale o l’accesso ai pubblici concorsi. La competenza è in questo caso dei singoli Ministeri di settore, come il Ministero della Salute o il Ministero dell’Istruzione e del Merito.
La differenza sostanziale risiede quindi nell’obiettivo giuridico perseguito: progressione formativa nel primo caso, abilitazione all’attività lavorativa nel secondo.